﻿<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
				<!-- generator="e107" -->
				<!-- content type="News > Misc" -->
				<rss  version="2.0">
				<channel>
				<title>Movimento Autonomista Valsesiano : News > Misc</title>
				<link>/sito/</link>
				<description>sito politico-culturale del Movimento Autonomista Valsesiano</description>

<language>it-it</language>
				<copyright>This site is powered by "ELECTRONIC SET"Movimento Autonomista Valsesiano</copyright>
				<managingEditor>webmaster@nospam.com (admin)</managingEditor>
				<webMaster>webmaster@nospam.com (admin)</webMaster>
				<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 22:51:56 -0400</pubDate>
				<lastBuildDate>Tue, 07 Sep 2010 22:51:56 -0400</lastBuildDate>
				<docs>http://backend.userland.com/rss</docs>
				<generator>e107 (http://e107.org)</generator>
				<ttl>60</ttl>
						<item>
						<title>PdL + Lega = Fasci d'azione</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.22.1</link>
<description><![CDATA[PdL + Lega = Fasci d'azione]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Mon, 20 Apr 2009 20:36:25 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.22.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>Haider, schianto nella notte.</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.21.1</link>
<description><![CDATA[Haider, schianto nella notte.]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 19:20:00 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.21.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>Brontolo, Pisolo e Jesolo di Eugenio Benetazzo</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.19.1</link>
<description><![CDATA[Brontolo, Pisolo e Jesolo di Eugenio Benetazzo]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Thu, 11 Sep 2008 07:45:17 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.19.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>I Briganti Biellesi - Recensione</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.18.1</link>
<description><![CDATA[I Briganti Biellesi - Recensione]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Sat, 09 Aug 2008 15:49:46 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.18.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>LA  VERGOGNA MEDIASET</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.17.1</link>
<description><![CDATA[LA  VERGOGNA MEDIASET]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 12:53:31 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.17.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>Quarto Livello- Recensione</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.16.1</link>
<description><![CDATA[<div style='text-align:center'><strong class='bbcode bold'><span style='font-size:18px'><em class='bbcode italic'>Quarto Livello</em></span></strong></div> <br /> <div style='text-align:center'>(di A.Fogliato, R.Osta Sella, EOS, Novara, 2004)</div><br /><br /><br />Politica, economia, storia segreta sono abilmente e spregiudicatamente riuniti in questo libro al fine di tracciare per sommi capi la storia di un’arte del tutto particolare ma fondamentale: quella del condizionamento. Arte di influenzare il pensiero e le forme mentali umane che viene acutamente considerata, analizzata e poi inserita in un’ottica tale da tracciarne lo sviluppo storico dagli albori della civiltà conosciuta fino ai nostri giorni.<br />Secondo la tesi portante del saggio, nella storia umana sono sempre esistiti singoli o gruppi di individui che hanno acquisito il comando sui propri simili attraverso l’invenzione e la diffusione di idee-guida, concetti forti con il potere di cambiare la visione del mondo ed il modo di pensare delle persone interessate.<br />La capacità di potere creare, diffondere, sfruttare questi concetti è proprio l’essenza del “condizionamento”, capacità fondamentale che è riuscita, nel corso dei millenni, a produrre e guidare le più diverse civiltà; ed è proprio tale capacità la protagonista di questo libro che, affrontando la storia sotto questa particolare ottica, riesce a proporre interessanti e particolari punti di vista.<br />L’analisi utilizza come punto di partenza la prima civiltà che ha lasciato testimonianze scritte, quella sumera, e si pone nell’ottica di tracciare lo sviluppo di un concetto fondativo di estrema importanza: il monoteismo.<br />Questa civiltà infatti, pur vivendo in un contesto politeista ed onorando varie divinità , fu la prima ad elaborare un primo embrione di monoteismo, avendo ogni città un proprio dio particolare, protettore e custode unico della sua esistenza ed incolumità. Questo concetto (“ogni popolo, un dio”) comunemente accettato in un quadro politeista, sarebbe poi stato portato allo sviluppo da Abramo, che lo avrebbe applicato al gruppo di persone, che aggregatosi intorno a lui, si sarebbe deciso a seguirlo.<br />La religione, filo conduttore ed elemento aggregante delle comunità umane, avrebbe quindi gestito per secoli i vari ambiti del potere, in forme più o meno differenziate ma sempre molto efficaci.<br />A prescindere dal dato spirituale e metafisico, non in discussione, la forma monoteista si è sempre rivelata la migliore al fine della conduzione dei popoli.<br />L’incontro-scontro tra il monoteismo e la cultura latina diede poi origine ad uno straordinario apparato di potere, che garantì stabilità al mondo occidentale per millenni, ricevendone in cambio potere e ricchezza. L’alleanza tra trono ed altare, apparentemente inattaccabile e che, sia pure con alterne vicende, gestiva un potere pressoché assoluto, incominciò a mostrare le prime crepe proprio verso la fine del medioevo, allorquando il sistema economico templare (basato sulla lettera di credito) dimostrò che il denaro unito ad una preparazione esoterica potevano creare un sistema di potere alternativo. Concetti ed idee che saranno poi sfruttati appieno da quel filone di cultura antagonista che troverà la sua espressione nel mondo delle cosiddette “società segrete” e che cercherà nel corso dei secoli la conquista del potere proprio partendo dalla produzione di ricchezza. Tale progetto organico di conquista si svilupperà tramite la “ricchezza virtuale”, ossia la circolazione (sempre più rapida) di valuta cartacea senza un vero controvalore materiale, che darà l’opportunità di creare un sistema di potere basato su capitali in movimento e su un sistema di indebitamento collettivo vieppiù oneroso.<br />Da un punto di vista politico ad un azione di indebolimento dell’autorità spirituale avrebbe fatto da contraltare un’analoga corrosione del potere temporale dei sovrani di diritto divino, con relativa elaborazione di nuove forme di condizionamento sotto la forma delle varie ideologie moderne.<br />Le società segrete, giunte poi ad un livello di potere enorme, con la capacità di fondare stati (USA, Italia), di conquistarne altri (Francia, Inghilterra) e di controllare gran parte della massa valutaria mondiale, non rinunciarono tuttavia alla forma monoteista ma, dopo averla opportunamente riadattata, la riproposero in forma immanente sotto forma di ideologia, esautorando la divinità e mettendo al posto d’onore l’uomo.<br />La chiave del dominio mondiale passa proprio attraverso un rapporto diretto tra il potere ed il singolo, a tale scopo si spiegano gli attacchi portati contro le istituzioni umane deputate alla difesa della persona: la famiglia ed i popoli.<br />Con i condizionamenti portati dalle ideologie moderne, infatti, queste strutture hanno subìto un attacco tale da porne in discussione la stessa esistenza. Il singolo, separato dalle propria famiglia ed escluso dalla coesione data dalla comunità, immerso nel sistema della ricchezza virtuale e dei suoi ritmi innaturali, offrendo solo la resistenza della propria individualità contro il potere unico globalizzante, diventa alla fine facile preda di un sistema di sfruttamento sempre più pervasivo; così si giunge alla contemporaneità, età di passaggio tra la forma di condizionamento a legittimazione trascendente (monarchie) e quella a legittimazione immanente (democrazie).<br />In questo periodo di passaggio il vero potere non si esteriorizza ancora completamente, celandosi dietro forme più o meno elusive ed evanescenti. Saranno necessari ulteriori passi per il pieno sviluppo di tali forme:<br />“Così la ricchezza virtuale, traboccante ed esuberante, entra in possesso anche dei cittadini; e ciò sarà tollerato fino a quando il potere non avrà la possibilità di essere totale, e non avrà più bisogno del rito del voto” [1] .<br /><br />Il mondo, per essere dominato globalmente ha necessità di essere organizzato in un solo Stato, con i relativi corollari di una sola moneta, un solo popolo, una sola religione. Per arrivare a questa meta, che coincide con un asservimento totale del consorzio umano, è necessario continuare l’opera di distruzione della famiglia e dei popoli, aumentare la massa debitoria dei singoli e degli Stati, aumentare le possibilità di controllo sulle azioni e sui pensieri della persona.<br />Tale tendenza, ormai visibile a tutti, portando ad intravedere la meta finale, può anche suggerire le contromisure per cercare di opporvi una valida resistenza, contromisure che non possono essere altro che l’antitesi di quanto proposto dall’attuale cultura dominante: difesa della famiglia, dell’etnismo, dell’identità, della cultura popolare (folk-lore), tutte azioni da intraprendersi materialmente, sia come individui sia come associazioni, al fine di potere iniziare a tutti gli effetti una valida opera di liberazione.<br /><br />“L’amore per la propria terra, per il popolo a cui si appartiene, per la cultura nata da sacrifici immani e secolari deve essere recuperato perché solo se ci si identifica in un popolo si possono risolvere i problemi umani importanti: la suddivisione dei compiti senza sfruttamento, l’educazione dei figli senza condizionamento, la lotta contro le tentazioni rivolte a schiavizzare gli uomini, la giustizia infarcita di globalizzazione, il problema del sostentamento della vecchiaia, la difesa della dignità…<br />Occorrerà del tempo, ma bisogna pur incominciare. [2]”<br /><br />  [1] A.Fogliato, R.Osta Sella, <em class='bbcode italic'>Quarto livello</em>, EOS, Novara, 2004, p.242.<br />  [2] <em class='bbcode italic'>Idem</em>, p.286.<br /><br /><br />[<strong class='bbcode bold'>Inviata da Freikorp</strong>]]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Thu, 31 Jul 2008 11:25:07 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.16.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>Convegno MAV - ONO. Una strana versione</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.15.1</link>
<description><![CDATA[<strong class='bbcode bold'>Dal sito del MR</strong><br /><br />Si è tenuto sabato scorso a Varallo, su iniziativa degli amici di “Obiettivo Nord-Ovest” un interessante incontro tra i rappresentanti di associazioni e movimenti e personalità dell’ambiente autonomista per confrontarsi e discutere sulla proposta di unione federale di Liguria e Piemonte in una grande regione a Statuto speciale.<br />Anche se, come spesso accade nel panorama dell’autonomismo, vi sono stati interventi caratterizzati da visioni personali ed integralismi localistici, la relazione introduttiva di Andrea Giribaldi, portavoce del movimento “Obiettivo Nord Ovest", è emersa per la chiarezza espositiva e per gli interessanti contenuti mentre quella conclusiva di Roberto Gremmo è stata come al solito competente ed energica.<br />Quello che al termine dell’incontro tra tutte queste realtà autonomiste penso sia emerso è che ci si trova ad affrontare una sostanziale spaccatura tra chi desidera portare avanti una politica radicale di rivendicazioni autonomiste ed indipendentiste e chi ritiene di poter dialogare con altri soggetti politici per perseguire una via più moderata per il graduale ottenimento di sempre maggiore autonomia regionale.<br />Al di là del fatto che il Movimento Regionalista abbia indirizzato la sua azione politica verso la linea pragmatica di un confronto serio e costruttivo con le differenti realtà politiche del territorio piemontese per la condivisione di obiettivi comuni che conferiscano alla nostra regione un maggior grado di autonomia, quello che emerge è la frammentazione di un potenziale politico ed elettorale.<br />Durante l’incontro si è spesso parlato di una sorta di coordinamento tra i diversi movimenti ed associazioni, ma il timore di riproporre ciò che fu l’esperienza della Lega, genera in tutti una naturale diffidenza.<br />Alla luce di tutto ciò siccome durante l’incontro da più parti si è vista come positiva ed innovativa l’idea di una macro-regione ligure-piemontese, la proposta che nasce dal gruppo di Torino del MR (e sulla quale invitiamo a dibattere) è di dare vita ad un Comitato Promotore di un Progetto, magari assieme ad “Obiettivo NordOvest”, aperto all'adesione di movimenti, associazioni, partiti, istituzioni, personalità del mondo della cultura, della politica, dell'impresa e singoli cittadini per la creazione di questa nuova realtà macro-regionale.<br />Si tratterebbe di riproporre in chiave autonomista la struttura dei vari "movimenti referendari", politicamente trasversali, efficaci nella comunicazione, semplici nella struttura. Questo non solo garantirebbe da ingerenze nella politica localistica dei singoli gruppi o movimenti, ma permetterebbe alle singole realtà aderenti di partecipare ad un progetto comune fornendo il proprio contributo ognuno nella forma che ritenga più opportuna. Inoltre consentirebbe una grande visibilità politica e la possibilità di confrontarsi con tutto l’arco costituzionale su di una proposta concreta.<br />Un nuovo incontro sarà presto organizzato a San Remo. La nostra speranza è che il Movimento Regionalista possa farsi trovare pronto per presentare questa proposta assieme ad un preciso piano d’azione per la messa in atto di questo nuovo ambizioso progetto.<br />Si apra la discussione…<br /><br /><br /><br />Fabrizio Bissacco<br /><br />[<strong class='bbcode bold'>Inviata da admin</strong>]]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Tue, 29 Jul 2008 14:38:07 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.15.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>Saluto al convegno del M.A.V.</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.13.1</link>
<description><![CDATA[Saluto al convegno del M.A.V.<br /><br />Sabato 1° dicembre si svolgerà a Varallo, presso l’albergo Monte Rosa, un importante convegno sull’autonomismo; sono convinto che la riunificazione delle forze autenticamente autonomiste sia un passo importante per fare dell’Italia una repubblica federale e autenticamente democratica; Sono uno dei pochi, se non l’unico ,localmente, autonomisti di sinistra che non si vergogna di questa posizione, che non ha buttato alle ortiche la sua storia personale e le sue posizioni; Mi rifaccio alla carta di Chivasso, mai applicata,e all’insegnamenti , traditi, di Gramsci e di Bordiga. Da questo convegno deve partire la rinascita identitaria della VALSESIA, che non si deve vergognare della sua storia e delle sue tradizioni, una rinascita dove tutti i popoli siano padroni del proprio futuro e della propria indipendenza, non in un’Europa dei banchieri e dei guerrafondai ma di popoli veramente liberi di scegliere le proprie dipendenze, in un quadro in cui la nostra terra avrà un futuro in una confederazione di POPOLI ALPINI.<br /><br />Francesco Sargentini <br />Via Federico Tonetti 3<br />13019 Varallo <br />Cell. 3342902090<br /><br />[<strong class='bbcode bold'>Inviata da admin</strong>]]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Thu, 24 Jul 2008 12:21:37 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.13.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>Autonomismo</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.11.1</link>
<description><![CDATA[Autonomismo]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 07:30:11 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.11.1</guid>
</item>
						<item>
						<title>e-mail</title>
<link>http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.10.1</link>
<description><![CDATA[Gentile Redazione di Valsesia Autonomista,<br /><br />Si parla tanto di lotta al “centralismo” italiano, non discuto sul fatto che il “centralismo” esista, ma…secondo voi é solo quello italiano il “centralismo” pericoloso? Secondo me no…cosa potrebbe cambiare passare da un “centralismo” italiano a uno padano? Magari meglio un “centralismo” lombardo? Uno piemontese? Non cambierebbe molto o addirittura nulla, e questo lo stiamo vedendo nella “nostra” Valsesia. dove, orfani di una loro posizione forte sia economica che culturale , molti “pseudo” regionalisti (ma esistono ancora??)  piemontesi tentano la “CULTURALIZZAZIONE  FORZATA”  di quelle zone che fino ad ora erano scartate dalla vita politica piemontese (troppo comodo? O forse troppo “difficili”?). Cosi come i Savoia vennero qui alla fine del 1800  e “piemontesizzarono” ,passatemi il termine, ( l’Italia non era ancora nelle loro menti di accentratori filo francesi ) la maggior parte dei nomi reali della valle dove un “Mont rouja”  (Monte ghiaccio) divenne monte rosa per l’ignoranza atavica dei loro  lacchè ,  e “piemontesizzarono” (riconcedetemelo…)  buona parte della nostra lingua , tanto che F.Tonetti l’ultimo storico a redigere un dizionario di Valsesiano diceva che già all’inizio del ‘900, buona parte della nostra lingua si stava perdendo… <br />Con gran “gioia” noto che anche i moderni accentratori piemontesi ora con soldi della stessa comunità Valsesiana vengono a fare i corsi di piemontese nella nostra valle. (serviranno a qualche scopo politico? Bah!!) Non corsi di storia della Valsesia che, tra l’altro sarebbero molto più interessanti di molti paragrafi di storia “italiana” , non corsi di Valsesiano  che poco ha a che fare con il piemontese , ( già messo in luce il “falso storico” di una presenza piemontese in Valle prima del 1800 …mi vien da sorridere…) , non corsi di cultura e tradizione Valsesiana , non iniziative atte a riprenderci il NOSTRO posto nel territorio... Non è per essere sempre contro ma questa è una dichiarazione di attenzione al territorio, il “centralismo” non è un pericolo che arriva da lontano, signori… E’ un male che affligge  molte persone e che , peggio che peggio, rovina anche la buona fede di chi si avvicina AGLI IDEALI DI AUTONOMIA DEI POPOLI!!!! . Non si può essere veri autonomisti se nei propri principi non vi è anche la lotta per l’autonomia degli altri.<br />UN AUTONOMISTA NON PENSA SOLO A SE STESSO!!!!!!!!!!!!!<br />E in quella lotta vi deve essere anche il riconoscimento degli altri come entità vera e propria.<br />Cosa che, scusatemi eh…, Ma non vedo in questi “personaggi” che ultimamente fanno capolino nella nostra valle dopo averla disertata per anni.<br />Chiedo scusa se mi sono prolassato…ma è un semplice sfogo…perdonatemi.<br /><br />(email firmata giunta in redazione di V.A.)<br /><br /><br />[<strong class='bbcode bold'>Inviata da admin</strong>]]]></description>
<author>info@nospam.com (admin)</author>
<pubDate>Wed, 23 Jul 2008 07:28:29 -0400</pubDate>
<guid isPermaLink="true">http://www.mav-valsesia.org/sito/news.php?item.10.1</guid>
</item>
				</channel>
				</rss>